
| «Facciamo case come se andassimo a viverci» Juan Sánchez, propietario di Jusan Canarias -Sul terreno professionale, dove crede di essere arrivato?
-É molto difficile rispondere a questa domanda, perché mai mi sono imposto molte mete, anche se nel mondo imprenditoriale bisogna sempre continuare a migliorare. Quello che posso certamente dirti é che nel percorso professionale, quasi tutti i miei ricordi sono buoni, anche se sono stato male quando ero semplicemente un costruttore, durante la crisi che va dal 1984 al 1986. In quel momento pensai e decisi che non avrei piú speso soldi per costruire per terzi, per cui iniziammo a controllare il processo completo, cioé, comprare i terreni, costruire le case e vendere le promozioni.
-Si torna a parlare di crisi nel settore delle case. Cosa Le dice la sua esperienza?
-Ogni anno e ormai da vari anni, sentiamo la stessa voce, ma é certo che la casa prima o poi si finisce per venderla. Il problema é che in quest’Isola il suolo é scarso e costoso. Anni fa ci fu una forte crisi nel turismo e costava vendere, ma si vendeva.
-Quali sono le ultime scommesse nell’acquito dei terreni?
-L’ultimo lotto acquistato é sulla strada del Chile, vicino al nuovo campo da golf e all’ospedale Doctor Negrín, un luogo con molta protezione e che ora va molto di moda. Noi siamo sempre cresciuti intorno alla cittá, da Guanarteme e Olof Palme, solari costosi peró centrali, ma ora stiamo costruendo a Vecindario, Arucas, Firgas, Teror, Agaete, anche se sempre con la stessa filosofia: costruire case come se fossero per noi stessi, con una qualitá ottima e controlli di qualitá esaurienti. Attualmente i nostri processi si sottopongono a esami di qualitá certificati da ISO 9001 e il prossimo passo sará il certificato ISO 14000 del medio ambiente.
-Il suo ringraziamento alla societá passa a dedicare parte dei suoi benefici alla promozione e diffusione dello sport. C’é qualche altro ambito in cui é particolarmente sensibile?
-In particolare un altro dei nostri grandi progetti attualmente é la costruzione di due centri geriatrici, affinché la gente anziana si senta bene e seguita. Uno situato sulla salita del Barranquillo de Don Zoilo, giá strutturato e con una capacitá di contenimento di circa 60 persone e un altro piú grande sull’Isla Perdida. |